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Nel mio lavoro utilizzo diversi medium, esprimendomi principalmente con la scultura e l’installazione. La mia pratica artistica si basa su un approccio istintuale, alle volte improvvisato che esplora il ruolo dei materiali e della funzionalità degli oggetti combinando elementi che dissimulano le gerarchie, in modo da scavalcare le sovrastrutture sociali e la standardizzazione fisica e mentale. Sono interessata a mostrare quanto i nostri punti di riferimento siano illusori e costruiti.
Il mio lavoro è il risultato delle influenze prodotte dai linguaggi visivi della cultura contemporanea che rielaboro, producendo speculazioni e riflessioni intorno alla condizione umana. Traggo spunto dagli artefatti storici, dalla filosofia, dalla cultura materiale, dall’artigianato, dal design, dalla moda e da tutto ciò che si lega ai processi di produzione delle “cose”. Esistenzialismo, consumismo, antropologia, globalizzazione sono alcuni degli oggetti della mia ricerca.
Sono interessata a trasformare in materiale, in oggetto le percezioni, i sentimenti, le relazioni, producendo domande sulle responsabilità sociali del singolo e della collettività, aprendo discussioni sulle implicazioni etiche e sociali nel momento in cui interagiamo con gli oggetti, la materia, la vita, le opere d’arte. Per me ogni produzione artistica è la messa in atto di un meccanismo all’interno del quale gli oggetti diventano “simboli in azione” e si muovono all’interno di una storia momentanea e intima.